sabato 24 novembre 2007

La Mafia (per Pastella) non esiste...





SOSPESA LA FICTION ANTIMAFIA


Graziella Campagna, perchè rischiare di ucciderla due volte?


fonte Articolo 21


Proprio per la tipologia di genere televisivo (Fiction) dedicata alla terribile storia di Graziella Campagna uccisa a 17 anni perche' testimone oculare di un delitto mafioso, prevista nel palinsesto di Raiuno per martedi' 27 novembre, non comprendiamo i motivi che hanno spinto il Ministro della Giustizia Clemente Mastella a chiederne la sospensione. La storia di Graziella Campagna è stata scritta sui giornali, approfondita e conosciuta dalla tv italiana ed è difficile che possa portare ad una turbativa per l'udienza di appello del 13 dicembre prossimo per i killer condannati già in primo grado per l'uccisione della giovane il 12 dicembre 1985.

Siamo convinti che il Ministro Mastella avrà modo di spiegare meglio ai telespettatori i motivi che lo hanno spinto a chiedere alla Rai la sospensione della programmazione. Per questo motivo sarebbe opportuno conoscere i contenuti della lettera inviata dal Ministro al direttore generale della Rai. Tra l'altro rammentiamo al ministro che la storia di Graziella Campagna, raccontata dal fratello, è stata oggetto di un lungo servizio realizzato da RT nella passata stagione.

'Cosi' la povera Graziella Campagna viene uccisa due volte': dice dispiaciuto e indignato Beppe Fiorello commentando la notizia della sospensione della Vita Rubata, tolta dalla programmazione di Raiuno del 27 novembre.
'Mi piace raccontare storie che nessuno conosce e che invece meritano di essere raccontate. Qui c'e' una ragazza morta barbaramente per aver incrociato sulla propria strada Cosa Nostra e c'e' un fratello, Pietro, che ha dedicato la vita a ridare dignita' alla propria famiglia', prosegue Fiorello.
'Questo film poteva essere un modo per aiutare i Campagna, invece, e parlo da cittadino non da attore, offriamo ulteriori garanzie a questi assassini che da oltre 20 anni la scampano.

Dispiace constatare che preferiamo atteggiamenti garantista a vantaggio di chi queste garanzia non la deve avere avendo calpestato una vita cosi' giovane. Siamo in un paese in cui la verita' e' calpestata, insabbiata, incerottata. Mi auguro, infine, che la situazione si sblocchi: il pubblico deve sapere questa storia'.
Graziella Campagna, interpretata dalla ventenne Larissa Volpentesta (nelle sale in questi giorni con I Vicere' di Faenza) fu barbaramente uccisa per essere stata involontaria testimone di un delitto di mafia. La ragazza, che lavorava in una tintoria di Saponara, piccolo centro della Sicilia in provincia di Messina, ritrovo' per caso in una camicia un documento compromettente che porto' Cosa Nostra alla decisione di eliminarla e di occultarne il cadavere. Era il 12 dicembre 1985. Principale accusato (e condannato all'ergastolo in primo grado) Gerlando Alberti junior, nipote dell'omonimo boss palermitano.

'Graziella aveva appena 17 anni e lavorava in una tintoria per portare soldi alla famiglia. Non aveva grilli per la testa - ha detto il fratello Pietro Campagna, intervenendo qualche giorno fa al convegno sulla legalita' nell'ambito del Saturno Film Festival ad Alatri -, non sognava di diventare un ingegnere o un avvocato, il suo unico sogno era guadagnare qualche lira per comprare il corredo. Venne trovata, 3 giorni dopo la sua morte, tra montagne orribili e desolate sfigurata da cinque colpi di lupara. Gli esecutori furono arrestati ma nonostante il processo vennero liberati. Il mio avvocato ha lavorato gratuitamente e alla sentenza ha pianto. In questi casi tutti dovrebbero seguire il suo esempio'.

Prodotto dalla Albatross di Alessandro Jacchia per Rai Fiction, La vita Rubata e' l'esordio alla regia dello sceneggiatore della Scorta e di Un eroe borghese: Graziano Diana.


Commento di Pastella: Mastella hai veramente rotto il cazzo!






4 commenti:

Anonimo ha detto...

disturbava gli amici

vergognati manigoldo

zuppaduro stleccante
sborigattolo d'ireni
lutrezzo allizzamari
sfluzzone ai millici

Anonimo ha detto...

La vita rubata… ebbene, mi auguro che qualcosa alla famiglia Campagna venga dato.
Per un ventenne è davvero difficile poter capire come il Ministro di Giustizia, abbia bloccato, no una fiction ma un’importante testimonianza come la vita rubata.
“Per non turbare la serenità dei giudici” dopo che la televisione è diventata un contenitore di fantomatici processi, dove tutti sono colpevoli, dove tutti sono giudici. Basta vedere qualsiasi talk show, dove il senso del varietà si è totalmente perso o meglio il varietà del nuovo millennio sono i fatti di cronaca ,perdendo però di vista il fattore tragicamente più importante:la vittima.
Una spettacolarizzazione del dolore, un divertirsi a dare giudizi, a mettere su processi…
Questo… non turba la serenità dei giudici?
Trasmettere fiction e trasmissioni, dove i mafiosi delinquenti e atti vandalici di ogni genere vengono quasi mitizzati, non turba la serenità dei giovani?
Subito si è pronti invece a bloccare un film che cerca di raccontare venti anni di sofferenza che un’umile famiglia a dovuto patire per avere giustizia, giustizia che puntualmente è stata tolta (vedi primo processo tutti assolti, secondo processo condannati…indulto tutti liberi…film bloccato).
Parlo così perché sono giovane, siciliano e uno degli attori del film, il quale ha vissuto per più di un mese vicino i fratelli campagna, il quale ha pianto, si è battuto per questa storia, il quale vede tutto svanire…
Certo..battersi 20anni per avere una risposta, per cercare la verità… trovarla…avere l’opportunità che questa storia, sia conosciuta da tutti…troppo bello per essere vero. La famiglia Campagna è davvero indignata per quanto è successo, ma anche noi attori siamo attoniti, increduli dopo l’amore e la dedizione che abbiamo messo in gioco per questa importante storia italiana… e soprattutto per quello che quotidianamente si vede in tv!
Ma lo stato…(domanda non da attore…o che so… ,ma da ventenne…disarmato) da che parte sta?
Grazie.
Infine mi auguro che questo “blocco” sia breve, e che questa sia l’ultima battaglia della famiglia Campagna,di una guerra più volte vinta, ma mai riconosciuta.

francesca ha detto...

L'attore Claudio Gioè, alias Totò Riina, in una foto di scena (Liverani)
GELA (Caltanissetta) - Dopo aver rinviato la fiction La vita rubata, il ministro della Giustizia Clemente Mastella prende di mira un altro prodotto della tv. Ad essere criticata dal Guardasigilli questa volta è la seguitissima miniserie per la tv Il capo dei capi, dedicata alla storia del boss mafioso Totò Riina. «Andrebbe sospesa» ha detto il Guardasigilli a Gela, Caltanissetta, dove ha incontrato i vertici della Magistratura. «Manca - ha aggiunto - quell'aspetto educativo che rimanda ai valori di una società sana». Per la conclusione della fiction (in onda su Canale 5 da cinque settimane) manca una puntata: l'ultima della miniserie è in programma giovedì prossimo. «Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa» ha detto Mastella.

■ Vota: giusto bloccare la fiction?

«HO FATTO DA POSTINO» - Tornando a parlare dello stop alla fiction La vita rubata, sulla vita di Graziella Campagna uccisa dopo aver identificato un boss latitante. il ministro ha spiegato: «Io ho fatto da postino rispetto ad una richiesta che veniva dal presidente della Corte d’Appello di Messina. L’ho girato al direttore generale della Rai, al presidente della commissione di Vigilanza e il direttore generale ha preso le sue buone misure».

STRISCIONE PRO DE MAGISTRIS - Piccola manifestazione contro il Guardasigilli nel paesino nisseno. Uno striscione con la scritta «Imbavagliati come De Magistris» ha atteso il ministro della Giustizia Clemente Mastella all’uscita del Tribunale di Gela. Lo striscione era tenuto dagli «Amici di Beppe Grillo» di Caltanissetta che erano imbavagliati.

«IL MINISTRO PENSI ALL'INDULTO PIUTTOSTO» - «Il ministro Mastella dovrebbe occuparsi di fare funzionare i processi o degli effetti dell'indulto, piuttosto che pensare alle fiction». Così il sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, ha risposto al Guardasigilli che, giudicandola «diseducativa», ha sollecitato la sospensione della fiction sul boss Totò Riina. «A me non sembra che il programma sia diseducativo - ha aggiunto - anche se l'effetto emulativo è sempre possibile: al mondo ci sono anche quelli che inneggiano a Satana, ma sicuramente si tratta di una minoranza. Resta il fatto che uno Stato in cui c'è la libertà di stampa non dovrebbe censurare». Iannazzo, anche accogliendo le richieste di alcuni giovani corleonesi, ha organizzato per martedì una marcia «che testimoni - dice - come in tanti a Corleone non solo non si riconoscono in Riina, ma lo ritengono un personaggio assolutamente negativo». Alla manifestazione parteciperà anche l'attore Daniele Liotti, che, nella fiction, è l'unico personaggio inventato: Biagio Schirò, giovane corleonese che diventa poliziotto e sceglie lo Stato.

SUPERMAZSZO ha detto...

MASTELLONE, PRESTO L'ITALIA INTERA TI ROMPERA' IL CULO E NON SERVIRà A NIENTE LA DIFESA PUBBLICA CHE I TUOI AMICI IN RAI TI ORGANIZZANO PUNTUALMENTE. DEVI AVERE PAURA!