domenica 30 settembre 2007

Un due tre... Stella

Gianluigi Stella, noto giornalista del Corriere della Sera, fa lo spiritoso moralista su di me perchè sarei andato in aspettativa dalla Rai tanti anni fa facendomi pagare i contributi previdenziali per la pensione da giornalista pur essendo stato eletto in Parlamento. L'accusa si basa sull'ignoranza costituzionale e sulla non conoscenza dei fatti. Strano per un giornalista no? Le cose stanno così: non ho scelto io l'aspettativa pagata dallo Stato. Non si poteva fare diversamente. A quel tempo pagava la Rai. Il meccanismo valeva per tutti i dipendenti, giornalisti e non di un ente pubblico. Anche lui, se venisse eletto oggi, non potrebbe esercitare la professione e andrebbe in aspettativa. Dal 1998 in poi, fino ad arrivare alla pensione, i contributi li ho pagati io direttamente, per quasi dieci anni. Ma la storia è anche più curiosa e la racconto tutta: quando fui eletto deputato molti parlamentari svolgevano il doppio lavoro, dal momento che nulla imponeva una scelta. Io mi misi invece subito in aspettativa volontaria. Anzi passavo per fesso allora e i colleghi mi dicevano:"ma perchè l'hai fatto?". Rivolsi quindi un' interrogazione all'allora presidente della Camera, Ingrao, in cui sostanzialmente dicevo che tutti gli altri parlamentari di diversi partiti facevano il doppio lavoro e che la Dc tanto vituperata, su quell'argomento, si comportava invece correttamente dal punto di vista dell'etica. Scoppiò un putiferio. L'interrogazione non fu accettata, risposero gli uffici, perchè si faceva riferimento a dei colleghi, ma in Rai l'aria divenne irrespirabile. Si riunì il consiglio d'amministrazione e la vicenda si ingigantì al punto che tutti i colleghi deputati-giornalisti mi guardarono storto per mesi. Poi, dopo qualche tempo, fu presa la decisione che l'aspettativa fosse obbligatoria per gli eletti in maniera automatica.
Per cui Stella sbaglia di grosso. Ma per i magistrati che si mettono in pensione volontariamente anche prima dei cinquant'anni
non c'è scandalo invece se prendono la pensione anticipatamente e contemporaneamente lo stipendio da parlamentare. Gli autori della Casta sanno di chi parlo. Se la cosa avesse interessato me sarebbe accaduto di tutto. Non interessa me e dunque...non se ne parla. Spero solo che nella seconda edizione nel libro certe cose possano essere raccontate per come sono, e non per come si crede che siano.

"La sua carriera come giornalista e i suoi esordi nella vita politica sono stati ampiamenti descritti da lui stesso in varie interviste, citate ad es. nel recente libro "La casta" del giornalista Gian Antonio Stella[1], dove si legge come l'assunzione alla Rai di Mastella sarebbe stata agevolata da una raccomandazione del potentissimo democristiano Ciriaco De Mita, tanto che ne seguirono ben 3 giorni di sciopero della redazione locale."

Ora il ceppalonese clone vuol pure passare per persona corretta e dalla morale ineccepibile.
Perché non fa il nome di Di Pietro? Ha paura di essere, giustamente, querelato? Ha paura di perdere la causa ed essere sputtanato ancor di più?
Ma chi crede di incantare con questa favoletta? Si assuma le sue responsabilità, come ha fatto Stella, e faccia i nomi se ha le palle.
Ma sì, lasciamolo delirare in santa pace.
Forse non si rende conto che ormai, in Italia e anche fuori, tutti lo odiano. Veramente.

sabato 29 settembre 2007

Non mi posso distrarre un attimo che...

...il mio clone mi spara ben due post, di cui uno su Grillo: che palle!

sabato 29 settembre 2007


Un libro a quattro mani

“Se ne sono dette davvero di tutti i colori, negli ultimi giorni, ma ora tra Beppe Grillo e Clemente Mastella sembra arrivato il momento di una 'pace di Ceppaloni'. Un colpo di scena che non solo potrebbe archiviare i durissimi scambi di accuse sull'indulto ma addirittura veder nascere una 'strana coppia' editoriale, se andasse davvero in porto quella sorta di versione alternativa al fortunatissimo 'La Casta', vagheggiata da Mastella e colta al volo da Grillo.

L'iniziativa la prende proprio il comico-blogger che, a sorpresa, dichiara da Internet: "Non ci sto più al gioco al massacro ceppalonico. Mastella è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui. Ma l'indulto non è una sua idea, ne sono convinto". Di più: "Mastella ha detto una grande cosa, ha annunciato un libro 'su tutte le altre caste, a partire dai giornalisti'. Questa volta sono d'accordo con lui. Gli offro la mia prefazione o, se preferisce, il libro lo possiamo scrivere a quattro mani. Vado fino a Ceppaloni se mi invita".

E l'invito arriva davvero. "Rispondo a Grillo che a scrivere sulle caste sono disponibile. Può venire tranquillamente a Ceppaloni come mi ha chiesto e possiamo scrivere a quattro mani", dice a L'Aquila il ministro di Giustizia. "Io credo - ha rilevato Clemente Mastella - che nel nostro Paese ci sia oggi sotto pressione la classe politica, le sue responsabilità, ma ci sono tante caste molto più forti e più potenti della cosiddetta casta della politica. Ci sono 'castisti' molto più forti".”

Solo un estratto dai siti giornalistici. In questo caso:"Quotidiano.net" di Nazione-Resto del Carlino.

L'intossicazione del blog

Il filtro serve a non farsi intossicare troppo. Nel fumo come in altre situazioni. Il mio blog viene preso d'assalto da anonimi, nomi inesistenti, provenienze curiose. Insulti espliciti dalla prima riga o insulti subdoli infilati dentro un discorso. Devo quindi leggerli tutti per capire a chi rispondere visto che non si può fare questo lavoro con oltre mille commenti al giorno. Solo per questo, come vi avevo accennato in un post precedente, ho scelto un filtro serio che la piattaforma offre. Chi commenterà, anche con critiche aspre ma corrette sarà sempre ben accetto.

venerdì 28 settembre 2007

L'editoriale di Clemente Pastella

Benvenuti a questa nuova rubrica di approfondimento.

Il mio alter-ego e clone si sta rifacendo il trucco.
Dopo le batoste ricevute, da buon ceppalonese, sta correndo ai ripari con tutte le armi possibili invocando il gioco al massacro nei suoi confronti da parte del web e dei giornalisti, forse rinvigoriti da questo vento di cambiamento.

Affronta Croza tacendo (tanto è un comico e chi può credere ad un comico?) e Floris mettendolo a tacere non appena il giornalista, miracolato dall'epurazione berlusconiana di Sofia del 2002, fa una domanda scomoda riguardo presunti, ma solo presunti, favoritismi nei confronti di figli, parenti, mogli, eccetera.

Anzi, non pago, ha deciso di pubblicare un libro nero sulla Casta dei giornalisti.
Anche Beppe Grillo sembra essere dalla sua, una volta tanto, e si dice pronto a scrivere un editoriale.

Sbatte le porte ed esce dal parlamento. Se la prende con Di Pietro, ma questa non è una novità. Se la prende con tutti gli altri dicendo che non è il solo a comportarsi così, come se questo lo giustificasse, e che non farà la fine di Craxi (che andò in esilio) e di Biagi (assassinato).
Manda la moglie a piangere sulle righe del Corriere a dire che "Non è cattivo, e che lo disegnano così..."

Fate attenzione.
Il ceppalonese non è affatto fuori gioco ed io, Pastella, dovrò ancora curare i commenti censurati sul suo blog.
Sta utilizzando la tattica del vittimismo per risollevarsi da questo odio prima sottocutaneo e poi esploso nell'ultimo anno in vari modi.

Certo, gran parte del merito di tale "odio" è dovuto ai clamorosi autogoal, la casa al centro a prezzi di saldo, l'aereo di Stato per portarlo da Salerno a Monza, l'indulto.
Ma non solo, e lui lo sa bene.

Non ditemi che prima, e parlo di molti anni fa, vi era simpatico.
E' un uomo dalle mille risorse e temo che, malgrado tutti i nuvoloni grigi che ricoprono il suo cielo, stia elaborando un piano raffinatissimo per per riavere un posto al sole, con tutto rispetto per la soap opera.

mercoledì 26 settembre 2007

Mastella, per gli amici Dumbo

Sono in trepidante attesa di un nuovo post del mio clone ( perché sia chiaro che l'originale sono io, Pastella ).
Nel frattempo ho cercato su Youtube il filmato Croza-Mastella, ma ancora niente da fare.
Ripropongo così un intervento di Marco Travaglio, il giornalista senza bavaglio, ad Anno Zero.





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Su indicazione di un mio affezionato lettore, a voi il video spettacolare Croza-Mastella

lunedì 24 settembre 2007

Non mi sembra poco

Continuo a ricevere migliaia di commenti da parte di lettori (in gran parte anonimi) che, invece di porre argomenti validi sul tavolo, poggiano insulti, parole senza un minimo di possibilità di vedere la luce e scappano veloci. Altrettanti numerosi sono quelli che per un post della domenica si lamentano perchè il lunedì non ci siano nè risposte nè commenti moderati sul blog. Vi ho già spiegato che leggo tutto personalmente e che poi seleziono e pubblico. Se non vi piace il metodo non so che farci. Questo è. Non passo le giornate sul pc. Ma buona parte delle sere si. Non mi sembra poco. Ma credo che per venirvi incontro farò come per il blog di molti altri personaggi: chiederò la registrazione al blog. Grillo lo fa no? Scommettiamo che se lo faccio io trovate da ridire anche su questo?


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Questo è il nuovo post del mio alter-ego. Ridicolo come al solito: in quanto ad ironia batte anche me che mi chiamo, non per niente, Pastella.
Rispondo solo ad un questito: "[...]Ma credo che per venirvi incontro farò come per il blog di molti altri personaggi: chiederò la registrazione al blog."


Infatti Grillo non chiede la registrazione. Comunque cosa cambierebbe? E poi a chi interesserebbe registrarsi? Cambierebbe qualcosa?

Epidemie....

Bene, Pierferdinando Casini, dopo aver assaporato la potenza della Rete ha aperto in tutta fretta un blog. Sarà in caccia di consensi? Che Dite?
Ormai è diventata un mania, ma al contrario del nostro eroe preferito nonché mio alter-ego, il titolare del partito della Santa Sede ha deciso, saggiamente, di lasciare liberi i commenti.
Bravo.
Primo perché si diventa più credibili.
Secondo perché, e qui qualcuno potrebbe rammaricarsene, si evitano il blog cloni che tanto ci piacciono.

Clemente Pastella

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Rettifica: il blog di Pierfedy è un fake. Ma ben fatto, senza dubbio...

domenica 23 settembre 2007

Don CLEME'...

Io mi chiamo Clemente Pastella
è sò il controllore più bello che c'è
io mi chiamo Pastella Clemente
e stò mmiez ò burdello dal '76

alla centesima intervista
alla sera mi sento uno straccio
per fortuna che tra la mia gente
ognuno si guarda e io mi guardo da mé

Tutto il giorno con quattro infamoni
briganti, papponi, cornuti e lacchè
tutte l'ore cò 'sta fetenzia
che sputa minaccia e s'à piglia cò me

ma alla sera m'assetto papale
dint'o night e mi faccio il serale
mi rilasso e mi sballo nu poco
mi spiego che penso e mi prend'ò cafè

A che bell'ò cafè
sol'a Napule 'o sanno fa
co' à ricetta ch'à n'amico bello
compagno e partito
ci ha dato mammà

Prima pagina venti notizie
ventuno ingiustizie e lo Stato che fa
si costerna, s'indigna, s'impegna
poi getta la spugna con gran dignità
mi scervello e mi asciugo la fronte
trà chi contesta e chi mi risponde
a' lloro ribbatto... chè d'é?
Si a politica mia nun v'é piace
chiedeteci e'lleggi a chi sà chiù di mé

Tutt'e iuorne pé fora alla casa cè
tengo nù seguito e gente e lacchè,
nù favore non nego a nisciuno
si ddoppé nù voto ncè iesce pè mé
tutt'o riest dei miei cumpare
pure a Cristo ci levano 'a croce
ò rispetto nun sann' che dè
volite 'a spremuta o volite 'o cafè

A che bell'ò cafè
sol'a Napule 'o sanno fa
co' à ricetta ch'à n'amico bello
compagno e partito
ci ha dato mammà

A che bell'ò cafè
sol'a Napule 'o sanno fa
co' à ricetta ch'à n'amico bello
compagno e partito
ci ha dato mammà

Nel paese ci stà l'inflazione, la svalutazione
e la borsa ce l'ha chi sà sape àrrubbà,
sti famiglie con uno stipendio
non ponn' fa a spesa e nun ponn' campà
Poi mi imputano 'finta innocenza...
sì l'indulto ls'é fatto, e vabbè
non ho chiesto la grazia pe' me
ma soltanto nù piccolo sconto
per chi stava dentro e felice nunn'è


Pé stì legge vi faccio un appello
che ogni processo mò sadd'accurcià
na penzat'aggio fatto e s'impone
che tutto si faccia alla televisione
Nce né andiamo dalla "De Filippi"
E faccimme "Ncè posta pe tè"
Quannè iesce a sentenza bbrindamme
gradite " O' Campari o volite 'o cafè

A che bell'ò cafè
sol'a Napule 'o sanno fa
co' à ricetta ch'à n'amico bello
compagno e partito
ci ha dato mammà

A che bell'ò cafè
sol'a Napule 'o sanno fa
co' à ricetta ch'à n'amico bello
compagno e partito
ci ha dato mammà

Qui non c'è più decoro le carceri d'oro
ma chi l'ha mai viste chissà
chiste so' fatiscienti pe' chisto i fetienti
se tengono l'immunità

Chi stà dint' nun tène lì santì
si è tenesse nun stesse più quà
sol'e pover stann' n'galera
e intant'é fetiente se stanno a spassà

A' giustizia in Italia e precaria
più precaria ca nun sè pò fà
nù processo cà mò s'accummencia
p'à fine d'o secolo forse cià fà
nci'apparamma con la prescrizione
si l'archiviazione possibil' 'unnè
tant'è o stesso...., ma chi se n'addona...
che crema d'Arabia ch'è chisto cafè!

LUIGI IOVINO