post di Marco Travaglio tratto da Voglio Scendere
Fuori lui o fuori noiScusate se dico un’altra parolaccia, ma ho scoperto una cosa che mi ha lasciato basito: il cosiddetto ministro della Giustizia
Clemente Mastella (parlando con pardòn)
è tuttora iscritto all’ Ordine dei giornalisti professionisti .
Colui che ha definito
Annozero il “
Ku Klux Klan dell’informazione” e ne ha chiesto la normalizzazione minacciando, altrimenti, di sfiduciare il Cda Rai e di far cadere il governo, che ha insultato Santoro , il sottoscritto e Beatrice Borromeo , che ha definito Giovanni Floris “un farabutto”, che
chiede i danni all’ Espresso “reo” di aver scoperto la sua
gita di Stato aviotrasportata al gran premio di Formula Uno e le sue sei case comprate a prezzi da box auto nel centro di Roma, che paragona al terrorismo ogni critica nei suoi confronti, che scrive nel suo blog “ qual’è ” con l’apostrofo e “come se io sia”, che ha scritto una legge liberticida per far condannare fino a 100 mila euro i giornalisti che pubblicano atti d’indagine non segreti e dunque pubblici, ecco: questo bel tipo è un “collega”.
Fin da quando, a metà degli anni 70,
Ciriaco De Mita lo promosse da portaborse a redattore della Rai di Napoli, suscitandovi un immediato
sciopero di tre giorni. Divenuto professionista il 19 maggio 1975,
lavorò esattamente per un anno e 32 giorni. Poi, nel 1976, venne eletto deputato e non uscì più dal Parlamento . Ma si guardò bene dal dimettersi dalla Rai:
si mise in aspettativa .
E vi rimase per 25 anni. Stipendio virtuale (quello da giornalista), contributi altrettanto virtuali (”figurativi”, si dice in gergo tecnico), ma
pensione più che reale:
dal 2000 il “giornalista” Clemente Mastella è un pensionato dell’Inpgi , pur avendo
svolto la professione per 397 giorni appena (dev’essere per questo che l’altro giorno mi ha accusato di “scrivere su tanti giornali”: l’idea che un giornalista lavori l’ha comprensibilmente sconvolto).
Ora, lungi da me qualunque intento censorio , ci mancherebbe. Ma mi domando che ci faccia uno così, uno che ha questa concezione della libertà d’informazione, del diritto di cronaca e di critica, nell’Ordine dei giornalisti.
Onde evitarmi di doverlo querelare nel caso in cui dovesse chiamarmi “collega”, domando rispettosamente all’Ordine dei giornalisti se non sia il caso di espellere il “giornalista” Mastella .
Oppure, in alternativa, di tenere lui e di espellere tutti i giornalisti veri.